A chi non è capitato di interpretare i “volti” delle nuvole, le “immagini “ che producono al buio alberi e montagne?

Licia Bertin è partita così (1998) come artista, trasferendo su tela, con i suoi colori ad olio, le sue visioni di una realtà percepita, sognata, simbolica.

Solo nel 2002, le sue mostre con rappresentazioni di antichi manieri e armature, cavalli e nature magiche, è riuscita a trasferire le sue angosce, i suoi sogni, le sue visioni come se in una vita precedente avesse vissuto quell'epoca.

Ma un artista evolve, muta, come gli eventi della storia, ed ecco che cambiano i materiali (tempera) e i suoi sogni (oggetti e persone di tutti i gioni), ma ancora una volta dipinti in una maniera surreale, tanto da rendere la realtà non più riconoscibile.

Cosa aspettarci oggi da questa artista?

Fermiamoci un momento ad osservare il cielo ed a rabbrividire dentro il bosco ed ecco apparire una nuova Licia, nuovi materiali (acrilico, medium diversi) e nuove emozioni che arrivano dal cielo, dal mare, dalla terra, come fotografie dove il fotografo usa filtri e sovrapposizioni per lasciare a noi che guardiamo le sue opere, la possibilità di emozionarci come se partecipassimo alla loro creazione!

Flavio Collini

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